“Chi governerà la nostra Regione avrà la grande opportunità di riequilibrare quanto previsto dall’ultima legge finanziaria nazionale che, al netto del congelamento dell’IVA, non è stata particolarmente favorevole per i nostri settori”, dichiara il Presidente di Confcommercio Emilia Romagna Enrico Postacchini

Oggi Confcommercio Emilia Romagna con le Associazioni territoriali e le Federazioni regionali ha incontrato i candidati alla Presidenza Regione Emilia-Romagna Simone Benini, Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni . Durante l’incontro è stato presentato il Documento programmatco “Il Futuro costruiamolo insieme” con le proposte di Confcommercio per la prossima legislatura regionale: quattordici punt da cui partre per rilanciare l’economia del Terziario in Emilia-Romagna, con una attenzione partcolare al commercio, al turismo e alle micro e piccole imprese. Quest sono i “numeri” del Terziario in Regione: oltre 235 mila imprese, di cui 89.500 del commercio e oltre 31.000 del turismo, e 1,3 milioni di lavoratori che contribuiscono a costruire il 65 per cento del PIL regionale producendo un valore aggiunto di oltre 90 miliardi di euro. “Chiediamo riforme coraggiose per il commercio – dichiara Enrico Postacchini, Presidente Confcommercio Emilia Romagna – che sappiano sostenere e incentivare un settore in fortissima evoluzione e che sta vivendo anni di crisi. Lo scenario conferma nei fatti l’urgenza di intervenire con un pacchetto di misure strutturali a favore del commercio tradizionale per valorizzare l’imprenditorialità di settore e i necessari processi di innovazione .” Tra le proposte la richiesta di una nuova legge regionale di settore che introduca gli strument dei Distretti del Commercio con misure di fiscalità agevolata , risorse agli esercizi di vicinato per gli investment e la compressione dei cost di gestone e regolamentazioni per ridurre la disparità tra le attività di vendita al consumatore finale riaffermando il principio “stesso mercato, stesse regole” . In Emilia Romagna il Turismo rappresenta ormai il 12% del PIL regionale. Oltre 16 Miliardi di euro è il contributo del turismo regionale al PIL nazionale. Sono 31.069 (di cui Alloggio 4.756, Ristorazione e Pubblici Esercizi 25.486, Agenzie di viaggio 620) le imprese turistche attive in Emilia Romagna, di cui 3.606 imprese giovanili, che impiegano 174.855 addetti nel settore. Il Turismo è uno dei principali driver della crescita rispetto a cui occorre condividere ed intraprendere un processo di innovazione e qualità diffusa (territorio, strutture, servizi) per costruire un moderno sistema dell’ospitalità, compettvo sui mercat esteri. Per fare questo occorre tornare a scommettere insieme sul rapporto tra privat e pubblico, rivedendo l’impianto dell’Organizzazione turistca regionale definito con la recente Legge 4 del 2016. In tema urbanistco sono ancora fort le preoccupazioni di Confcommercio che propone un accordo a Regione e ANCI per scongiurare l’eccessivo “sblocco” di superfici commerciali previste da precedent strument programmatori, soprattutto in questa fase transitoria della nuova normatva regionale in cui le Amministrazioni locali stanno riconoscendo diritti di costruzione datat e non più adeguat alle esigenze del mercato.

E poi i temi della mobilità e dell’ambiente. “Il problema ambientale è serio – prosegue Postacchini – ma quando si impatta su aspetti legati al mondo dell’impresa e del lavoro, occorre intervenire con pragmatismo e gradualità: la politica dei divieti e della rigidità non premia. Ci preoccupano infatti alcune misure nel PAIR 2020 come la prevista incondizionata estensione delle ZTL nelle città: simili obiettivi richiedono la capacità di pianificare con equilibrio il territorio, ponendo al primo posto l’attrattività dei centri urbani, la loro accessibilità ed il rafforzamento di servizi e dotazioni infrastrutturali”. “Il percorso verso la sostenibilità ambientale è condivisibile per le imprese nel momento in cui i vari adempimenti sono introdotti con la giusta gradualità, nella consapevolezza che i probanti obiettivi di contenimento dell’inquinamento comportano molto spesso per il privato oneri finanziari molto alti che necessitano di un costante sostegno economico da parte del pubblico”. L’Europa è il principale canale di finanziamento per le imprese ma occorre lavorare già con la prossima programmazione europea 2021-2027 per semplificare le regole e le procedure dei Fondi comunitari a sostegno degli investment e della formazione e creare strument su misura per tutte le tpologie di impresa. “Sarà indispensabile – prosegue Postacchini – che nel prossimo settennio di programmazione dei fondi strutturali sia dato grande spazio alle esigenze della microimpresa, immaginando percorsi semplificati nell’accesso alle risorse europee”. “Anche la formazione – conclude Postacchini – rappresenta un fattore imprescindibile per assicurare la crescita della nostra regione. Occorre aumentare la quota di formazione continua alle imprese all’interno del FSE, definire strumenti formativi più flessibili per garantire il trasferimento di nuove competenze agli imprenditori e favorire il ricambio generazionale attraverso percorsi di formazione tecnica superiore e la creazione di un ITS sul commercio”.

Il Documento integrale è scaricabile all’indirizzo http://www.confcommercio-er.it

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